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Clyde Geronimi, da Chiavenna alla Disney

11 giugno 2012

Domani compirebbe 111 anni. E in questi giorni è tornato in sala il suo sesto e ultimo film d’animazione, che anni ne ha 51, ma è fresco come fatto ieri. Parlo di uno dei miei più illustri “concittadini”, Clyde Geronimi. Uno dei registi dell’età classica della Disney, uno dei pochi italiani che davvero ce l’ha fatta a Hollywood anche se il suo nome è sconosciuto ai più. Il film in questione è “La carica dei 101 – 101 Dalmatians”, a tutt’oggi un gioiellino, diretto con Wolfgang Reitherman e Hamilton Luske, altri due dei grandi registi del vecchio Walt e, soprattutto il secondo, frequenti collaboratori di Geronimi.
Clyde era nato, figlio di Nemesio ed Enrichetta Nesossi, a Chiavenna (Sondrio) il 12 giugno 1901 con il nome di battesimo di Clito. Curiosamente pochi mesi prima di Walter Elias Disney venuto al mondo il 5 dicembre dello stesso anno a Chicago.
È morto a Newport Beach, in California, il 24 aprile 1989.
Suoi sono “Cenerentola”, “Alice nel paese delle meraviglie”, “Peter Pan”, “Lilli e il vagabondo”, “La bella addormentata nel bosco” e, appunto, “La carica dei 101”. Geronimi ha pure realizzato le sequenze animate di “I tre caballeros” (1945), “Musica maestro” (1946), “Melody Time – Lo scrigno delle sette perle” (1948) e “Ichabod and Mr. Toad” (1949). Gli ultimi suoi lavori sono stati le serie televisive “Linus the Lionhearted” (1964) e “Spider Man” del 1967. A quell’epoca era appena morto, il 15 dicembre 1966, lo “zio Walt”.
Il futuro regista si trasferisce giovanissimo negli Usa. Sono anni di emigrazioni di massa dalla sua valle natale verso il nord e il sud America. Clito si stabilisce sulla costa atlantica, per frequentare una scuola di disegno. Ben presto è alla corte di Disney, nella Los Angeles che si avvia a divenire capitale della fantasia. Nel 1924 il suo nome compare per la prima volta nei titoli di coda di quelli che erano ancora corto e mediometraggi animati: è accreditato come “assistente animatore” ne “The Magic Lamp – La lampada magica”. Dello stesso anno sono “The Giant Killer” e “The Pied Piper”. Negli anni successivi collabora a numerosi progetti, fra i quali la serie “Dinky Doodle” e i brevi “Cappuccetto rosso”, “Biancaneve”, “Peter Pan” e “Robinson Crusoe”.
La gavetta come assistente è costellata di molti lavori, finché nel 1927 Clyde Geronimi assapora per la prima volta il gusto dello stare dietro la macchina da presa con “Hyena’s Laugh”. Dovrà aspettare il 1939 per diventare regista titolare: “Beach Picnic”, “The Pointer” e “Officer Duck” sono i suoi primi titoli. Nel 1943 gira le sequenze animate di “Victory Through Air Power”, uno dei molti film di sostegno alla guerra che Hollywood realizzò in quegli anni.
Il suo periodo migliore è negli anni ’50: tra il 1950 e il ’61 è il regista di tutti i principali film Disney, titoli che hanno segnato un’epoca, da “Cenerentola” a “La bella addormentata nel bosco”. “Alice nel paese delle meraviglie” (1951) fu il più sovversivo all’interno della produzione Disney classica. Il viaggio di Alice, colorato, vertiginoso, allucinato fu letto come un’esperienza quasi psichedelica e sotto l’effetto delle droghe e più tardi inserito nel “canone” dei figli dei fiori. Tanto che la casa madre, accortasi solo in un secondo momento che il progetto era il più lontano dalla sua sensibilità, ne limitò lo sfruttamento commerciale.

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From → retrobottega

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